SFIDE DI CUCINA, INCONTRI E CONCERTI PER UNA FESTA DEDICATA AL COUS COUS

SAN VITO LO CAPO (TRAPANI). Si svolgerà dal 24 al 29 settembre 2013 a San Vito Lo Capo (Trapani) la 16\esima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale. L’evento promuove un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture. Il Cous Cous Fest è organizzato dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Feedback ed è finanziato dai main sponsor Bia Italia Spa, leader in Italia nella produzione di cous cous convenzionale e biologico certificato, Electrolux Professional, uno dei leader mondiali nella produzione e distribuzione di soluzioni professionali destinate al settore della ristorazione e dell’ospitalità, Gruppo Campari Aperol Spritz e Conad, oltre che dall’official sponsor Unicredit, gruppo finanziario europeo leader nei servizi bancari.

L’evento

Protagonista indiscusso dell’evento è il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione. Una gara gastronomica tra chef di nove paesi, momenti di approfondimento dedicati ai cous cous del mondo, incontri culturali e sfide di cucina. E, come ogni anno, non mancheranno momenti di puro divertimento, con spettacoli di grandi artisti e concerti che, sempre nel segno della multiculturalità, animeranno le serate dell’evento. Il tutto nella splendida cornice di questa cittadina che con il suo clima caldo, il suo mare cristallino e la bellezza delle sue spiagge è la location ideale per prolungare un altro po’ il piacevole relax delle vacanze estive.

Nove Paesi in gara di cous cous

La gara gastronomica internazionale, cuore della rassegna, è la sua anima più allegra e colorata. Nelle cucine di San Vito Lo Capo si incrociano lingue, culture e religioni diverse all’insegna della multiculturalità e dell’integrazione culturale attraverso il cibo. Sono nove i paesi in gara quest’anno, Costa d’Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia che si confronteranno a tavola. I piatti saranno votati da una giuria tecnica, guidata da Roberto Perrone, scrittore e giornalista del Corriere della sera, che vede per la prima volta quest’anno la partecipazione dello chef stellato Giancarlo Morelli nel suo ruolo di consulente del Pomiroeu Marrakech. Ad assaggiare le ricette anche la gente comune: una giuria popolare, formata da circa 80 visitatori della manifestazione, vota il piatto che preferisce e assegna un premio dedicato.

Per l’Italia in gara la sanvitese Antonella Pace, chef all’hotel “Mediteraneo” di San Vito Lo Capo, capo delegazione, ed Emanuele Russo, chef di Marsala dove lavora al ristorante “Le Lumie”, vincitore delle sfide eliminatorie svolte in occasione del Cous Cous Fest Preview, l’anticipo dell’evento che si è svolto a San Vito Lo Capo dal 21 al 23 giugno e che ha visto in gara altri cinque chef italiani (Fabrizio Abbate, Bhelassen Berbat, Andrea Alfieri, Gaetano Billeci e Corrado Parisi) per la convocazione nella “nazionale” in gara a settembre. A condurre le manche di gara ritonano Fede&Tinto, conduttori di Decanter su Rai Radio2

Il villaggio gastronomico

Le ricette più stravaganti, i sapori della tradizione ma anche fantasiose ricette a base di semola di Bia Spa. Al villaggio gastronomico, aperto dalle 12 alle 24, si trovano oltre 30 ricette di cous cous da degustare nelle “Case del cous cous”, i tradizionali punti di degustazione, tutti in stile arabo. Nel menu anche i dolci più golosi della tradizione siciliana, abbinati ad etichette selezionate. Il biglietto per le degustazioni costa 10 euro e prevede un piatto di cous cous a scelta, un dolce siciliano e un bicchiere di vino.

L’expo village

All’expo village, dalle 17 alle 24, è possibile immergersi in un coloratissimo mercato, un vero e proprio suq, alla scoperta dell’artigianato e dei manufatti tipici dei paesi in gara e siciliani in particolare.

Cous Cous Lab

Il programma del Cous Cous Lab è dedicato al pubblico che ha la possibilità di assistere dal vivo alla preparazione, e poi assaggiare, le migliori ricette di cous cous. Gli appuntamenti sono gratuiti fino all’esaurimento dei posti disponibili. Le Electrolux Experience, firmate da Electrolux Professional, main sponsor della rassegna, sono il palcoscenico per grandi chef italiani che propongono le loro creazioni.

Cous Cous Live Show

La sera esplode la musica a San Vito Lo Capo. Ogni sera un artista, un concerto, uno spettacolo diverso

Cous Cous Fest & MSF

Medici Senza Frontiere (MSF) è partner, per il secondo anno consecutivo, del Cous Cous Fest. Uno stand con materiale informativo, sarà a disposizione del pubblico della rassegna che potrà anche visitare un vero e proprio ospedale da campo dell’organizzazione, allestito a San Vito Lo Capo. Nel 1999 MSF è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie. http://www.medicisenzafrontiere.it

I numeri dell’edizione 2012

250 mila visitatori

36 mila ticket di degustazione

10 i giornalisti presenti in giuria

70 giornalisti accreditati provenienti anche da Francia e Inghilterra.

9 mila litri di vino

4 tonnellate di semola di grano duro

30 mila porzioni di dolce siciliano tra cassatelle, cannoli e sfince

1.000 litri di olio extravergine d’oliva

80 stand

Nove paesi partecipanti da 3 continenti

Il cous cous

Il cous cous, piatto giramondo, unisce in sé il globale e il locale. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh.

Questa tradizionale pietanza a base di semola di grano, cotta a vapore, servita con un bouillon aromatico arricchito del sapore delle verdure di stagione, legumi, aromi e spezie, carne o pesce, rappresenta da sempre il piatto simbolo della cucina maghrebina, specie nei giorni di festa. Il cous cous, nonostante l’eterogeneità delle tradizioni, conserva una natura conviviale: un unico piatto rotondo dal quale tutti possono attingere semplicemente con le mani dopo il rituale Bismallah (“in nome di Dio”), o, al massimo, con pane lievitato prendendo un pezzo di carne o di verdure e formando una pallina con la semola. Il Corano, a tal riguardo, dispone addirittura che il cous cous vada mangiato con le so­le tre dita della mano destra, per distinguersi dal diavolo che mangia con uno, dal Profeta con due e dall’ingordo che ne usa cinque. Il termine cous cous indica sia la “semola” che il piatto completo, nella sua terra d’origine, dal Marocco alla Libia. Questa semola si presta a una varietà infinita di piatti: da quello più semplice con lo smen, un burro “fermentato” e un bicchiere di latte cagliato, ai ricchissimi cous cous delle feste di matrimonio e di ricevimento. Si tratta di una specialità presente in innumerevoli versioni regionali e stagionali dal Marocco alla Libia, dall’Algeria alla Tunisia. Ma superato l’Egitto, se ci spostiamo nel Mediterraneo verso il Medio Oriente o nell’area turco balcanica, i chicchi di semola assumono altre forme e denominazioni e sono spesso sottoposti ad un diverso procedimento di lavorazione e cottura. Un piatto locale, dunque, il cous cous, ma al tempo stesso globale: non partecipa all’omologazione del gusto ma si esprime in tante e diverse contaminazioni territoriali.

Infoline: Ufficio turistico di San Vito lo Capo, tel. 0923 974300

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