La Regione deve fare la sua parte per garantire un futuro alla funivia di Erice. Ci si trova di fronte ad una infrastruttura fondamentale e determinante per lo sviluppo del territorio trapanese ed anche di quello siciliano per ciò che rappresenta Erice nel mondo. L’avvio delle procedure di messa in liquidazione deve essere governato dalle scelte politiche e strategiche. L’attuale compagine societaria, Comune e Provincia al 50% ciascuno, non sono in grado di andare avanti. Il Governo regionale deve partecipare al confronto con il territorio per costruire una nuova fase di sviluppo della funivia. Deve farlo non con la logica emergenziale dell’intervento di salvataggio perché qui, come nel caso dell’aeroporto di Birgi, non c’è nulla da salvare ma da razionalizzare e potenziare. Funivia ed aeroporto sono strumenti di crescita con una dimensione economica e territoriale che va oltre i confini comunali. La Regione ha dunque il diritto-dovere d’intervenire e di sedersi ad un necessario tavolo di concertazione per mettere in campo tutte le soluzioni utili alla tutela ed al rilancio della funivia. I dati presentati dal vertice della FuniErice, così come gli altri, dell’aeroporto di Birgi, indicano, inequivocabilmente, che ci troviamo di fronte ad infrastrutture che funzionano e che creano ricchezza diretta ed indiretta. L’abolizione delle Province impone la presenza forte della Regione, ma anche i Comuni del comprensorio trapanese devono avviare una profonda riflessione sul prossimo sistema dei liberi consorzi che determina un nuovo protagonismo politico ed amministrativo degli enti locali. E’ arrivato il momento di realizzare un progetto integrato e condiviso del trasporto locale, che deve essere agganciato ed in sintonia alle scelte strategiche della Regione, chiamata a definire la sua politica dei trasporti.
on.Mimmo Turano