Il Deputato regionale Girolamo Fazio chiede al Presidente della Regione un intervento immediato presso il Dirigente Generale del Dipartimento per l’Ambiente, affinché proceda alla rimozione dei divieti, limiti e prescrizioni posti con il D.D.G. 442/2008, che risultano essere non di propria competenza, ingiustificati e privi di evidenze scientifiche, ed a rivedere, eliminati divieti e prescrizioni illegittimi, il D.A. n. 139 dell’8 agosto 2013 con il quale l’Assessorato alle Risorse Agricole e Alimentari ha emanato il calendario venatorio 2013/2014”.
Fazio lancia l’allarme: “Ci sono zone, come Pantelleria e l’isola di Marettimo, in cui, senza alcuna motivazione, senza alcuna evidenza scientifica, ed in maniera illegittima, in quanto non di propria competenza, il Dirigente generale del Dipartimento per l’Ambiente, ha posto il divieto di caccia, creando una grave disparità di trattamento e, soprattutto, impedendo, come sottolineato dall’Assessorato delle Risorse Agricole, di usufruire dell’utile azione mitigante che tale attività svolge sul coniglio selvatico, con conseguente ritorno utile sull’habitat, oltre che sull’economia agricola delle stesse zone”.
“E’ ancora più inaudito – sottolinea il deputato regionale – che alla richiesta dell’Assessorato delle Risorse Agricole di rivedere il D.D.G. 442/2008 il Dirigente generale abbia prima risposto che non riteneva di dover rivedere alcunché, poi ha deciso, anche dinanzi alle deliberazioni della giunta di governo, che chiedevano il recepimento delle osservazioni della III e IV Commissione legislativa dell’Ars, non abbia nemmeno risposto. Il Presidente della Regione non può e non deve restare inerte dinanzi a tale atteggiamento, considerando le gravi conseguenze, anche in termini economici, che lo stesso sta determinando”.
Nell’interrogazione presentata da Fazio al Presidente della Regione è evidenziato che “il mancato intervento del Governo regionale e per Esso del Presidente della Regione dinanzi al palese sconfinamento rispetto alle proprie competenze da parte del Dirigente generale del Dipartimento per l’Ambiente, oltre a rappresentare un pericoloso precedente, che legittimerebbe ogni Dirigente generale ad occuparsi di materie non di propria pertinenza, rischia di determinare gravissimi danni alla popolazione ed all’economia delle zone interessate e, conseguentemente, un danno economico alla Regione, che sarebbe costretta a pagare ingenti risarcimenti”.

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