“Tra le opere finanziate dal Cipe per le quali la Regione è stata sanzionata (le somme non sono state sottratte) ci sono anche alcuni dei grandi appalti per i depuratori. Si tratta in tutto di 93 progetti finanziati con la delibera Cipe 60 del 2012, che ha assegnato alla Sicilia ben un miliardo e 100 milioni per colmare il clamoroso gap col resto d’Italia che è costato una procedura d’infrazione dell’Unione europea. Appalti sui quali in Sicilia si è accumulato ritardo:solo 14 su 93 sono cantierabili secondo il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, che rimprovera alla Regione la scelta “di individuare le amministrazioni comunali quali soggetti attuatori di poderosi interventi”.

Per non far ammuffire quel miliardo, Palazzo Chigi ha inserito i progetti per la depurazione in Sicilia all’interno del decreto Sblocca-Italia. Per i progetti per i quali alla data del 30 settembre 2014, praticamente dopodomani, non risultino essere stati ancora assunti atti giuridicamente vincolanti, scatterà il commissariamento da parte di Palazzo Chigi. “Servirà a recuperare un ritardo clamoroso e permettere che queste somme restino alla Sicilia”, spiega a Livesicilia il responsabile della struttura istituita a Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, struttura che si occuperà, attarverso commissari governativi, di accelerare l’iter burocratico dei cantieri. “La settimana prossima incontrerò l’assessore Calleri – spiega De Angelis –, stiamo lavorando con spirito di collaborazione. Nessuna regione europea avrà mai più un miliardo cash, somme che vanno subito prese e trasportate in cantiere”.

La Sicilia deve far presto, altrimenti incapperà in salatissime sanzioni dall’Europa. “Abbiamo calcolato che per la Sicilia si tratterebbe di 185 milioni all’anno – prosegue De Angelis -, bisogna correre in vista del gennaio 2016”.

L’utilizzo delle risorse del Fondo – si legge nel bozzone dello Sblocca Italia – è subordinato all’avvenuto affidamento al gestore unico del servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale ottimale, il quale è tenuto a garantire una quota finanziaria di partecipazione al Fondo a valere sulla tariffa del servizio idrico integrato commisurata all’entità degli investimenti da finanziare”. Un tema, quello delle tariffe, in cui secondo Castiglione, la Sicilia sarebbe ancora indietro e che “non viene adeguatamente affrontata” nel disegno di legge licenziato dalla commissione Ambiente dell’Ars.”

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